venerdì 13 febbraio 2015

Il peccato persistente dovrebbe allarmarci!















Salmo 119:113-120
113 Io detesto gli uomini non sinceri,
ma amo la tua legge.
114 Tu sei il mio rifugio e il mio scudo;
io spero nella tua parola.
115 Allontanatevi da me, malvagi;
io osserverò i comandamenti del mio Dio.
116 Sostienimi secondo la tua parola,
perché io viva;
non rendermi confuso nella mia speranza.
117 Sii il mio sostegno, e sarò salvo,
terrò sempre i tuoi statuti davanti agli occhi.
118 Tu disprezzi quanti si sviano dai tuoi statuti,
perché il loro inganno è perfidia.
119 Tu getti via come scorie tutti gli empi dalla terra;
perciò amo le tue testimonianze.
120 Tu mi fai rabbrividire di paura;
io temo i tuoi giudizi.

Lo scrittore comincia questa sezione del salmo facendo un’affermazione piuttosto forte contro gli uomini non sinceri. Il contrasto è tra l’amare la legge ed essere doppio d’animo. Dire di amare Dio ed essere doppio d’animo nel seguire i precetti di Dio è impossibile.

L’essere doppio d’animo è qualcosa di cui anche Giacomo ha parlato: 
Giacomo 1:5-8
    Se poi qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data. Ma la chieda con fede, senza dubitare; perché chi dubita rassomiglia a un'onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là. Un tale uomo non pensi di ricevere qualcosa dal Signore, perché è di animo doppio, instabile in tutte le sue vie.

Giacomo descrive la persona doppia d’animo come una persona che dubita che Dio gli darà la saggezza per le prove della vita. Una persona doppia d’animo sarà agitata e confusa; infatti, sarà instabile in tutto ciò che fa. Qualsiasi difficoltà, come una folata di vento, lo sballotterà in ogni direzione.

Sappiamo che riceviamo la saggezza attraverso la Parola di Dio. Il salmista ama la Parola e non ha tempo per chi è doppio d’animo. Si rende conto che la tentazione che lo fa oscillare in direzioni diverse, ascoltare voci diverse, tanto da renderlo instabile (e in fin dei conti, ipocrita), è forte. Perciò si impegna a trovare protezione da simili idee e persone nella Parola di Dio. Infatti, usa la Parola come uno scudo, e la sua fiducia in essa è salda.

So di poter essere assalito da dubbi riguardo la sovranità di Dio, la sua sapienza, il suo carattere, la sua potenza e amore durante la prova e nei momenti bui. La mia mente terrena, il mio cuore ingannevole e il mondo possono spingermi a dubitare dell’opera di Dio e così anche della Sua Parola. So anche che la mia fede e fiducia nella Sua legge deve essere risoluta e certa. So che devo andare alla Parola per trovare protezione dal pensare in modo errato e di conseguenza da un comportamento sbagliato.

Lo scrittore invita i malvagi di allontanarsi da lui. Non vuole essere influenzato da loro, perché sa che saranno nemici della sua risoluzione. È un’ammonizione per noi quando intratteniamo nella nostra mente un modo di pensare sbagliato, quando permettiamo alle persone che non conoscono Dio e certi pensieri di sussurrare nelle nostre orecchie. Giacomo ci avverte che intrattenere pensieri sbagliati e alimentare i nostri desideri naturali avrà soltanto un risultato: il PECCATO.

Il salmista sa che ha bisogno della protezione di Dio in modo da non essere svergognato dal suo comportamento. Necessita aiuto per continuare a ubbidire gli statuti di Dio. Sa che Dio è offeso dal suo peccato, e che Dio giudica le sue azioni.

Quando coccoliamo il nostro peccato o lo giustifichiamo, dovremmo essere allarmati. Se lo giustifichiamo o lo accettiamo, la nostra relazione con Cristo dovrebbe essere messa in discussione. Nel migliore dei casi, stiamo invitando la mano pesante di Dio su di noi. Le parole di Giovanni sono un grande avvertimento per noi.

1 Giovanni 3:4-10
       Chiunque commette il peccato trasgredisce la legge: il peccato è la violazione della legge. Ma voi sapete che egli è stato manifestato per togliere i peccati; e in lui non c'è peccato. Chiunque rimane in lui non persiste nel peccare; chiunque persiste nel peccare non l'ha visto, né conosciuto.
Figlioli, nessuno vi seduca. Chi pratica la giustizia è giusto, com'egli è giusto. Colui che persiste nel commettere il peccato proviene dal diavolo, perché il diavolo pecca fin da principio. Per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo.
Chiunque è nato da Dio non persiste nel commettere peccato, perché il seme divino rimane in lui, e non può persistere nel peccare perché è nato da Dio. In questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chiunque non pratica la giustizia non è da Dio; come pure chi non ama suo fratello.

Queste parole di Giovanni dovrebbero promuovere in noi lo stesso tipo di reazione che il salmista ha verso il peccato. Il peccato persistente richiede un pentimento genuino. Se siamo figli di Dio, la correzione di Dio arriverà.

Ebrei 12:6
“perché il Signore corregge quelli che egli ama,
e punisce tutti coloro che riconosce come figli”.
 


Caro amico se non condivi la risoluzione dello scrittore di questo salmo, sii allarmato. Il peccato persistente mette la tua salvezza in discussione, così come invita la correzione fedele di Dio verso i suoi. Che questi versetti siano un avvertimento per noi per le nostre vite e il modo in cui ci conduciamo ogni giorno, e che Dio usi la nostra testimonianza di totale dipendenza da Lui per indirizzare altri a se. Il salmista sapeva di non poter farcela da solo perciò la sua preghiera era accompagnata da una richiesta d’aiuto a Dio.