martedì 6 ottobre 2015

Vivere da stolti!













I NON CREDENTI SONO STOLTI, MA I CREDENTI DEVONO ESSERE DIVERSI

Salmo 14:1
Lo stolto ha detto in cuor suo: «Non c'è Dio».
Sono corrotti, fanno cose abominevoli;
non c'è nessuno che faccia il bene.

Sei frustrato dal comportamento dei non credenti? Ti chiedi perché accadono cose terribili nel mondo? Una persona che sostiene che Dio non c’è, non solo è uno stolto, ma è ben avviata verso la corruzione e ad azioni spregevoli. Chiunque rinnega il Signore commette il male.

È facile dare per scontato che se uno menziona Dio nei suoi discorsi, automaticamente crede al Dio della Bibbia. Ma gli dèi inventati dalle religioni e dall'immaginazione umana sono tutti falsi e non possono cambiare l’uomo. Chi non crede nell'unico vero Dio rivelatosi nelle Scritture, continua, proprio per la sua natura, a rimanere nel suo stato di follia e di inimicizia con Dio.

Il dio dei musulmani, dei buddisti, dei mormoni, dei testimoni di Geova, dei veri cattolici, o di qualsiasi altra religione umana non è il vero Dio; è solo un’invenzione per la quale l’uomo si attira l’ira di Dio.

Ugualmente anche i seguaci del sincretismo che accettano concezioni religiose differenti sono colpevoli di non credere al Dio della Bibbia.

Giovanni 14:6
Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».

1 Timoteo 2:5-6
Infatti c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti; questa è la testimonianza resa a suo tempo
           
Chi non crede che Gesù è l’unico mezzo per arrivare a Dio, e che la pace con Dio è possibile solo accettando le sue condizioni, crede di fatto in un vangelo diverso, in un dio diverso.

Affermare queste cose con chiarezza dottrinale ci espone alle accuse di non avere amore per gli altri e di voler giudicarli. La nostra reazione dev’essere un maggior desiderio di restare fedeli al Vangelo.

Salmo 14:2-3
Il SIGNORE ha guardato dal cielo i figli degli uomini, per vedere se vi è una persona intelligente, che ricerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti sono corrotti, non c'è nessuno che faccia il bene, neppure uno.

Non sono osservazioni di qualche uomo, ma la valutazione inesorabile di Dio.  L’uomo non solo dichiara con la bocca che Dio non c’è, ma con il suo comportamento da stolto dimostra di non cercarlo e di non potergli piacere. Ha cercato altri dèi rimpiazzando Dio con una sua invenzione.

Romani 1:21-23
...perché, pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato. Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti, e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.

Tutti gli uomini sono condannati a causa della loro indifferenza al creatore e alla loro coscienza. Essi fanno esattamente quello che abbiamo fatto noi prima di ravvederci.

Romani 3:9-12
Che dire dunque? Noi siamo forse superiori? No affatto! Perché abbiamo già dimostrato che tutti, Giudei e Greci, sono sottoposti al peccato, com'è scritto: «Non c'è nessun giusto, neppure uno.
Non c'è nessuno che capisca, non c'è nessuno che cerchi Dio.
Tutti si sono sviati, tutti quanti si sono corrotti.
Non c'è nessuno che pratichi la bontà, no, neppure uno».

Come dovremmo reagire adesso noi che crediamo in Dio?

Salmo 14:4-7
Sono dunque senza conoscenza tutti questi malvagi, che divorano il mio popolo come se fosse pane
e non invocano il SIGNORE? Ma ecco, sono presi da grande spavento
quando Dio appare in mezzo ai giusti.
Voi cercate di confondere le speranze del misero, perché il SIGNORE è il suo rifugio.
Oh, chi darà da Sion la salvezza a Israele? Quando il SIGNORE farà ritornare gli esuli del suo popolo, Giacobbe esulterà, Israele si rallegrerà.

Nonostante la maggior parte degli uomini nel mondo viva senza curarsi di Dio, i credenti possono essere sicuri della sua protezione, avere fiducia e trovare il loro rifugio in Lui.

Smettiamo di sperare che il mondo possa migliorare attraverso le riforme umane. Troppi credenti sperano nella politica o nel progresso dell’uomo. Gli uomini sono peccatori e continueranno a peccare. È inutile sperare che i non credenti si comportino contro la loro natura. Ringraziamo invece Dio che nella sua grazia argina gli effetti delle azioni malvagie dell’uomo. Se non lo facesse, il nostro sarebbe un mondo molto più malvagio di adesso.

Non siamo orgogliosi o arroganti. Se abbiamo creduto è perché Dio nella sua grazia si è rivelato a noi. Noi, come il resto dell’umanità, non lo cercavamo affatto: è Lui che ha cercato noi! Tuttavia, pur sapendo queste verità, a volte le nostre azioni e il nostro atteggiamento tradiscono una mancanza di grazia verso i perduti.

Efesini 2:1-10
Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l'andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell'aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli. Nel numero dei quali anche noi tutti vivevamo un tempo, secondo i desideri della nostra carne, ubbidendo alle voglie della carne e dei nostri pensieri; ed eravamo per natura figli d'ira, come gli altri. Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati), e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nel cielo in Cristo Gesù, per mostrare nei tempi futuri l'immensa ricchezza della sua grazia, mediante la bontà che egli ha avuta per noi in Cristo Gesù.
Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo.
           
Abbiamo fiducia in Dio e troviamo la pace in Lui. Non dobbiamo temere, ma vivere in totale dipendenza dal nostro grande Dio.

Giovanni 16:33
Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.

Viviamo da ambasciatori di Cristo. Essere ambasciatori non è un titolo o ruolo passivo, ma lo scopo della nostra vita. Chi non conosce Dio è il nostro campo di missione, la ragione per cui siamo stati lasciati sulla terra.

2 Corinzi 5:17-20
Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove. E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione. Infatti Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe, e ha messo in noi la parola della riconciliazione. Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio.

Ci stiamo illudendo se pensiamo che le cose nel mondo miglioreranno. Come credenti, anche noi ragioniamo da stolti se ci dimentichiamo che Dio è sovrano. Ci comportiamo da stolti se diveniamo arroganti o orgogliosi. Viviamo da stolti se non viviamo per il progresso del Vangelo.

Davide Standridge
Chiesa Vita nella Grazia
Via Trionfale 10880 Roma

martedì 15 settembre 2015

Dio è reale quanto lo sono i tuoi problemi!












DOBBIAMO GUARDARE A DIO NON AI NOSTRI PROBLEMI!

Salmo 13
Fino a quando, o SIGNORE,
mi dimenticherai?
Sarà forse per sempre?
Fino a quando mi nasconderai il tuo volto?
2 Fino a quando avrò l'ansia nell'anima
e l'affanno nel cuore tutto il giorno?
Fino a quando s'innalzerà il nemico su di me?
3 Guarda, rispondimi, o SIGNORE,
mio Dio!
Illumina i miei occhi perché io non m'addormenti del sonno della morte,
4 affinché il mio nemico non dica: «L'ho vinto!»
e non esultino i miei avversari se io vacillo.
5 Quanto a me, io confido nella tua bontà;
il mio cuore gioirà per la tua salvezza;
io canterò al SIGNORE perché m'ha fatto del bene.

Smetterà mai di piovere? Le cose cambieranno in meglio? La vita diventerà mai più facile? Quella persona cambierà mai? Dovrò soffrire per sempre? Starò mai meglio? Posso essere perdonato? Vedrò mai un po’ di giustizia? Avrò sempre problemi al lavoro? Troverò mai un compagno? Mi devo sentire così solo per sempre?

Dio, dove sei? Mi hai dimenticato? Sei troppo occupato per pensare a me? Ti sei voltato dall’altra parte?

Per quanto tempo continuerò a preoccuparmi? Per quanto tempo resterò confuso e perplesso? Per quanto tempo ancora il mio cuore sarà triste?

Fino a quando i miei nemici gongoleranno nel vedermi soffrire? Fino a quando la faranno franca? Fino a quando mi sentirò sopraffatto?

Molti credenti pongono spesso domande di questo tipo a Dio. Ma è questo il modo giusto di affrontare i problemi della vita? Se Davide si fosse fermato solo alle sue domande piene di confusione, sarebbe rimasto perplesso. E anche noi. Lui, però, continua la sua conversazione con il SIGNORE, chiamandolo il suo Dio. Aveva preso una decisione che avrebbe governata la sua vita. Aveva deciso in chi porre la sua fiducia. Nel Dio eterno, onnisciente e autosufficiente. È a Lui che guarda per ritrovare speranza. Chiede a Dio la forza in modo che i suoi nemici non possano trovare piacere nella sua sconfitta che lo avrebbe marchiato come un uomo irresoluto. Egli ha fiducia in Dio e vuole che questo sia evidente ai suoi nemici.

Davide sa in che cosa ha creduto: nell'eterno, fedele e immutabile amore del suo Dio. Il cuore che era gonfio di tristezza ora è ripieno di speranza. Egli gioisce nella cura del suo Dio. Non continuerà a disperarsi, Dio gli ha messo nel cuore un nuovo canto. La sua lode glorifica un Dio che ha misericordia di lui. È Dio che lo vendicherà. Non più roso dai dubbi, riposa in Dio con la pace nel cuore, essendo certo che il Dio sovrano sa esattamente di che cosa ha bisogno.

È corretto chiamare questo salmo un salmo di disperazione? Descrive, sì, problemi reali della vita, difficili da affrontare, ma non solo, descrive anche un uomo che ha scelto di fidarsi di Dio sapendo che Egli è tanto reale quanto lo sono i suoi problemi. Non è senza speranza!

Quando affrontiamo i problemi della vita siamo portati a concentrarci su di essi e disperare, ma Dio vuole che ci concentriamo su di Lui per trovare fiducia.

Un paio di anni fa ho avuto il privilegio di osservare i miei genitori vivere questo salmo davanti ai miei occhi. Mia mamma era stata diagnosticata con la leucemia. Come famiglia ci siamo stretti insieme sapendo che la prognosi era solo di qualche mese di vita. Nonostante i momenti di grande tristezza per il fatto che presto lei non sarebbe stata più con noi sulla terra, c’era anche tanta fiducia e pace nel Signore.

Mamma e papà sono stati dei veri esempi per noi, nel modo in cui hanno vissuto quei mesi. Sono dovuto tornare negli Stati Uniti con la mia famiglia ed era molto probabile che non avrei più visto mamma in vita. Alle lacrime si mescolava la gioia di sapere che lei era nelle mai sapienti del nostro Dio. Circa sei mesi più tardi mamma è andata col Signore. Durante tutto quel tempo abbiamo visto la sua completa fiducia nella salvezza promessa nelle Scritture e sperimentato la cura amorevole di Dio per lei e per tutti noi.

Questo salmo ha descritto le difficoltà e l’aiuto reale nella vita di Davide. La nostra esperienza ha messo in evidenza la veridicità della Bibbia che non passa mai perché Dio continua a curarsi dei suoi.

Sei portato a rimanere nella disperazione durante le tue difficoltà? La Parola di Dio deve rimanere la tua speranza e punto focale.


giovedì 10 settembre 2015

Sei stanco di tutte le bugie?












CHI HAI SCELTO DI ASCOLTARE?

Salmo 12
Salva, o SIGNORE, poiché non ci sono più giusti,
e i fedeli vengono a mancare tra i figli degli uomini.
Ciascuno mente parlando con il prossimo;
parla con labbro adulatore e con cuore doppio.
Il SIGNORE recida tutte le labbra adulatrici,
la lingua che parla con arroganza,
di quelli che dicono: «Con le nostre lingue prevarremo;
le nostre labbra sono per noi;
chi potrebbe dominarci?»
«Per l'oppressione dei miseri,
per il grido d'angoscia dei bisognosi,
ora mi ergerò», dice il SIGNORE,
«e darò la salvezza a chi la brama».
Le parole del SIGNORE sono parole pure,
sono argento raffinato in un crogiuolo di terra,
purificato sette volte.
Tu, SIGNORE, li proteggerai,
li preserverai da questa gente per sempre.
Gli empi vanno in giro dappertutto
quando la bassezza regna sui figli degli uomini.

Davide denuncia il fatto che è circondato da persone cattive, bugiarde e arroganti. Le loro parole sembrano piacevoli, ma sono adulatrici e, in fin dei conti, false.
Come Davide, anche noi viviamo in un mondo malvagio dove le persone sono ossessionate dai loro interessi e dove le bugie sono la norma. Dicono menzogne per fuorviarci. Ci adulano solo per soddisfare i loro interessi. Ascoltiamo le loro parole, ma spesso dobbiamo chiederci se dicono la verità. Non ci fidiamo facilmente perché per esperienze passate siamo diventati cinici: la gente non si è dimostrata degna della nostra fiducia.

Come possiamo cambiare e vivere in questo mondo senza essere cinici e scontenti? Tutto intorno vediamo le conseguenze delle bugie che gli uomini arroganti promuovono e difendono. La gente è oppressa e ferita!

Il salmista spiega che l’unica nostra speranza è di fidarci del SIGNORE! Egli è l’unico degno della nostra fiducia, Egli non mente mai e non inganna nessuno. Le sue parole sono pure, Egli mantiene sempre quello che dice.

La Bibbia, che hai nelle tue mani, è un libro completamente vero e attendibile, pieno di avvertimenti e promesse di cui possiamo fidarci pienamente.

All’inizio del salmo Davide invoca Dio perché intervenga. Sa che Dio conosce ogni parola che gli uomini proferiscono e che è fedele nel giudicare la veridicità di ciascuna di esse.

Davide ha imparato ad aver fiducia in Dio, in ogni sua promessa e provvidenza.

Noi, dal canto nostro, spesso permettiamo che le parole umane rechino confusione e disperazione nella nostra vita. Tendiamo ad essere più influenzati dalle notizie sui giornali o in TV che dalle promesse che leggiamo nella Parola di Dio. Così, invece di meditare sulle Scritture, lasciamo che le parole malvagie degli uomini invadano i nostri pensieri.

Ci sentiamo vittime di uomini maligni, dimenticando che siamo protetti e circondati dall'attenta e amorevole provvidenza di Dio.
Impauriti fissiamo i lupi, invece di porre lo sguardo sul Buon Pastore.


Così rischiamo di essere inghiottiti in questo mondo di bugie, succubi di coloro che vivono per ingannare gli altri. Finiamo ad abbracciare l’idea che qualche volta anche un credente deve mentire per sopravvivere.

Giacomo 5:12
Soprattutto, fratelli miei, non giurate né per il cielo, né per la terra, né con altro giuramento; ma il vostro sì, sia sì, e il vostro no, sia no, affinché non cadiate sotto il giudizio.

Dovremmo avere la reputazione di persone che dicono sempre la verità, costi quel che costi. Le nostre conversazioni dovrebbero essere degne di fede, senza che veliamo, cambiamo o esageriamo i fatti. E ogni nostra promessa mantenuta! È Dio che ci protegge in un mondo pieno di bugie. Egli è Colui che provvede.

Siamo circondati da tante voci. A chi daremo ascolto? Da quale tipo di pensiero permetterai che la tua mente sia attratta? Chi sceglierai come tuoi consiglieri?

Filippesi 4:8
Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri.

Non ti scoraggiare. Il nostro padre celeste avrà l’ultima parola! Essa sarà gloriosa, eterna, vera e giusta! Ascolta la verità!

venerdì 28 agosto 2015

Dio odia il nostro orgoglio, ma ama la nostra umile adorazione













NON ESISTONO ATEI ETERNI

SALMO 8
O SIGNORE, Signore nostro,
quant'è magnifico il tuo nome in tutta la terra!
Tu hai posto la tua maestà nei cieli.
2 Dalla bocca dei bambini e dei lattanti hai tratto una forza, a causa dei tuoi nemici,
per ridurre al silenzio l'avversario e il vendicatore.
3 Quand'io considero i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai disposte,
4 che cos'è l'uomo perché tu lo ricordi?
Il figlio dell'uomo perché te ne prenda cura?
5 Eppure tu l'hai fatto solo di poco inferiore a Dio,
e l'hai coronato di gloria e d'onore.
6 Tu lo hai fatto dominare sulle opere delle tue mani,
hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi:
7 pecore e buoi tutti quanti
e anche le bestie selvatiche della campagna;
8 gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
tutto quel che percorre i sentieri dei mari.
9 O SIGNORE, Signore nostro,
quant'è magnifico il tuo nome in tutta la terra!

Dovremmo mai ribellarci a Dio? Dovremmo mai essere delusi di Dio? Dovremmo mai lamentarci di Dio? Leggendo questo salmo la risposta è chiara: assolutamente NO!

La maestà e la gloria di Dio vanno oltre la nostra capacità di comprensione. Quando guardiamo i cieli, le stelle, la luna dovremmo essere meravigliati. Solo lo stolto ha detto nel suo cuore che non c’è Dio. Solo gli stolti dimenticano la differenza tra loro e Dio.

Come sue creature dovremmo essere strabiliati dal fatto che il Signore si ricordi di noi e che si prenda cura di noi.

Troppo facilmente dimentichiamo la sua maestà e di conseguenza trascuriamo la nostra piccolezza alla luce di tutta la creazione.

Anche i nemici di Dio un giorno gli porteranno gloria! Dio nella sua sovranità e dominio dimostra il suo controllo assoluto su ogni uomo, dai lattanti fino ai suoi nemici più cocciuti. Non esisteranno mai degli atei eterni. Alcuni, sulla terra, possono sopprimere nei loro cuori l’esistenza di Dio, ma nell’eternità diventeranno consapevoli della sua gloria nonostante saranno circondati dalla disperazione totale.

Romani 1:18-21
L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia; poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili, perché, pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato.

Un giorno, ogni uomo dovrà dare conto a Dio per il fatto che ha soppresso la verità e non Lo ha onorato e ringraziato. L’uomo dovrebbe essere grato a Dio non solo per la cura che riceve da Lui ogni giorno, ma anche per la posizione che gli ha dato sulla terra.

Spesso siamo meravigliati dalle abilità che ha l’uomo. Ma, allo stesso tempo, dimentichiamo che è stato Dio a dargliele. L’uomo domina sugli animali. A volte mi sono chiesto cosa succederebbe se tutti gli animali si ribellassero e ci attaccassero. L’uomo sarebbe facilmente sopraffatto. Ma Dio ha stabilito ordine e continuità nella sua creazione per cui dovremmo essergli grati.

Dio mi ha creato! Dio si è rivelato a me! Dio mi sostiene! Dio mi ha dato un intelletto capace di capire! Dio mi preserva! Dio ha creato il mio corpo che funziona in un modo intricato e perfetto! Dio mi ha dato l’abilità di comunicare con gli altri! Dio ha creato in me un desiderio di amare! Dio ha creato perfettamente ogni parte di me! Al di fuori di Dio non avrei uno scopo per la mia esistenza.

Ci dimentichiamo quanto sarebbe impossibile la nostra vita sulla terra se Dio non fosse costantemente attivo nei nostri confronti. Anche le nostre difficolta hanno uno scopo. Esse ci spingono verso Dio e ci rendono più consapevoli della nostra dipendenza da Lui.

Che illusione quando l’uomo pensa di potersi ribellare a Dio creatore! Dio, alla fine, riceverà tutta la gloria da ogni azione dell’uomo.

Quanto spesso permettiamo ai nostri pensieri di scontentezza di farci scontrare con Dio? Ci lamentiamo per quello che non abbiamo, invece di essere sorpresi da tutto quello che abbiamo ricevuto. Ci ribelliamo alle nostre circostanze perché pensiamo di essere così saggi da sapere cosa sarebbe meglio per noi. Guardiamo gli altri con disdegno dimenticando chi siamo e che quello che facciamo è solo per grazia di Dio. Non abbiamo grazia verso un mondo peccaminoso nonostante noi abbiamo ricevuto la grazia immeritata di Dio.


Questo salmo descrive la meraviglia dell’amore e della grazia di Dio per noi, spero che il nostro modo di vedere e reagire sia totalmente trasformato. Che le mie azioni e atteggiamenti possano essere migliori oggi perché questo salmo ha rinfrescato in me un umile apprezzamento per la meraviglia della creazione di Dio e per la sorprendente provvidenza per l’uomo.

martedì 18 agosto 2015

Dio è offeso dalle nostre lacrime?















NON PERMETTERE ALL LACRIME DI OFFUSCARE DIO

SALMO 6
O SIGNORE, non correggermi nella tua ira,
non castigarmi nel tuo sdegno.
2 Abbi pietà di me, o SIGNORE, perché sono sfinito;
risanami, o SIGNORE, perché le mie ossa sono tutte tremanti.
3 Anche l'anima mia è tutta tremante;
e tu, o SIGNORE, fino a quando?...
4 Ritorna, o SIGNORE, liberami;
salvami, per la tua misericordia.
5 Poiché nella morte non c'è memoria di te;
chi ti celebrerà nel soggiorno dei morti?
6 Io sono esausto a forza di gemere;
ogni notte inondo di pianto il mio letto
e bagno di lacrime il mio giaciglio.
7 L'occhio mio si consuma di dolore,
invecchia a causa di tutti i miei nemici.
8 Via da me, voi tutti malfattori;
poiché il SIGNORE ha udito la voce del mio pianto.
9 Il SIGNORE ha ascoltato la mia supplica,
il SIGNORE accoglie la mia preghiera.
10 Tutti i miei nemici siano confusi e grandemente smarriti;
voltino le spalle per la vergogna in un attimo.

È strano pensare che un coro possa cantare un salmo cosi pieno di disperazione. La tristezza ha riempito il cuore e l’anima di Davide: le sue lacrime sono abbondanti. Sia le sue difficili circostanze che il comportamento dei malvagi sono senza tregua e lo sfiniscono.

Una persona che conosce Dio può veramente sperimentare questo tipo di disperazione? Dio ne sarà offeso? Dimostra forse una mancanza di fede e fiducia in Dio? Se mai dovessimo sentirci così scoraggiati cosa dobbiamo fare? Dobbiamo nasconderlo? Dobbiamo pentirci?

Davide si rende conto che Dio ha il diritto di riprenderlo. Ha il diritto di disciplinarlo. Egli dipende completamente da Dio. Il salmista non perde mai di vista il fatto che Dio ha il diritto di agire come Egli vuole.

Davide ricerca la grazia, infatti si aggrappa alla misericordia di Dio, cioè al suo amore immutabile. Si, Davide è sfinito dai suoi problemi, ma nonostante tutto continua a dipendere dal Signore. Dio non ci ha mai chiesto di fare finta che le nostre situazioni siano piacevoli o facili, ma si aspetta che le nostre difficoltà ci spingano tra le sue braccia amorevoli.

Questi pensieri devono aiutarci anche quando siamo chiamati a confortare altri credenti che stanno attraversando momenti difficili. Non dobbiamo minimizzarli o riprenderli per la realtà delle loro difficoltà. Siamo, però, chiamati a dirigere il loro sguardo al Signore che è dietro alle loro prove.

Davide fa una domanda molto semplice: “Fino a quando?”. Non ha senso ribellarsi; sta soltanto chiedendo grazia, sta ricordando a se stesso e a Dio la realtà della Sua misericordia. Questo amore è immeritato, è un amore che è iniziato prima della fondazione del mondo, non cambia mai, è eterno. Questo amore ci spinge a dipendere umilmente da Dio che con nostra sorpresa ci ama così tanto.

È interessante che Davide ricorda a Dio che non lo potrà lodare da morto. L’implicazione è che lo stava facendo e non voleva smettere. Le circostanze che sta affrontando gli causano notti insonni piene di pianto e tristezza, ma non lo trattengono dall’adorazione. Ricordiamoci che sta scrivendo un salmo ispirato da Dio che doveva essere cantato in pubblico.

Sotto l’ispirazione di Dio, Davide stabilisce la realtà delle difficoltà vere, della tristezza reale e di una speranza viva. La sua tristezza lo sfinisce ma non lo lascia senza speranza; egli sa che il Signore sta ascoltando sia le sue lacrime che la sua adorazione.

Davide sa che Dio risponderà e che alla fine i suoi nemici saranno sconfitti e svergognati. La sua preghiera non è accettata da Dio perché il suo comportamento sia perfetto o perché la sua sofferenza sia sufficiente, ma, come ha detto chiaramente, solamente per la misericordia e grazia di Dio.

Questo salmo mi dà grande conforto. Dio non è sorpreso dalle mie lacrime. Il dolore e la sofferenza sono normali per gli uomini, anche quelli che Dio ama. Questo salmo mi ricorda che Dio ascolta le nostre preghiere e risponderà secondo la sua grazia.


Si, soffriremo, ma nella sofferenza, non perdiamo di vista Dio!