DIO È
IN CONTROLLO, EGLI PREVARRÀ
Salmo 129
“Molte volte mi hanno oppresso fin dalla mia gioventù
- lo dica pure Israele -
molte volte mi hanno oppresso fin dalla mia gioventù;
eppure non hanno potuto vincermi.
Degli aratori hanno arato sul mio dorso,
vi hanno tracciato i loro lunghi solchi.
Il SIGNORE è giusto;
egli ha spezzato le funi degli empi.
Siano confusi e voltino le spalle quanti odiano Sion!
Siano come l'erba dei tetti,
che secca prima di crescere!
Non se ne riempie la mano il mietitore,
né le braccia chi lega i covoni;
e i passanti non dicono:
«La benedizione del SIGNORE sia su di voi;
noi vi benediciamo nel nome del SIGNORE!»”
Non
sappiamo chi abbia scritto questo salmo o quando, ma è probabile che sia stato
scritto dopo la cattività d’Israele in Babilonia. L’autore riconosce che il
Signore, nella sua giustizia, ha liberato i figli dal tempo di prigionia.
È meraviglioso che lo scrittore di questo salmo ispirerà i pellegrini in seguito a riconoscere che Dio non ha permesso ai nemici d’Israele di prevalere. Non minimizza la loro sofferenza, l’immagine dell’aratore che ha arato sul suo dorso descrive vividamente una grande sofferenza, ma non fino al punto della morte.
Possiamo imparare a reagire correttamene alle prove da questo salmo. La nostra reazione non dovrebbe essere quella di ribellarci o lamentarci, piuttosto di indirizzare quelli che ci sentono verso la giustizia di Dio. Gli Israeliti sapevano che era stato il loro peccato e la loro ribellione che li aveva condotti in cattività. Ma qui non vediamo alcun segno di ribellione, soltanto sottomissione totale a Dio.
La giustizia di Dio richiedeva che fossero puniti, ma era anche la sua giustizia che portò il Signore a mantenere fedelmente le sue promesse.
2 Corinzi
1:3-4
Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione, affinché, mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione;
Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione, affinché, mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione;
Paolo
sapeva molto bene che Dio aveva degli scopi a lungo termine per le sue prove.
Ogni prova, ogni sofferenza era l’attenta preparazione da parte di Dio per il
ministero di Paolo. Egli era consapevole del conforto di Dio e sapeva che era
stato preparato per confortare altri allo stesso modo.
Se sei
come me, tendi a chiederti il perché stai attraversando un periodo difficile,
visto che desideriamo dare una spiegazione alle nostre circostanze. Bene, ecco una
risposta: esse ti preparano ad aiutare altri. Una cosa è chiara, che il centro
dell’attenzione non siamo mai noi, ma deve essere prima di tutto Dio. Il modo
in cui le attraversiamo determina il modo in cui Dio può usarci nelle vite di
altri.
A volte
la vita è proprio difficile. Paolo sapeva che nei momenti di assoluta
difficoltà doveva affidarsi a Dio.
2 Corinzi
1:8-11
Fratelli, non vogliamo che ignoriate, riguardo all'afflizione che ci colse in Asia, che siamo stati molto provati, oltre le nostre forze, tanto da farci disperare perfino della vita. Anzi, avevamo già noi stessi pronunciato la nostra sentenza di morte, affinché non mettessimo la nostra fiducia in noi stessi, ma in Dio che risuscita i morti. Egli ci ha liberati e ci libererà da un così gran pericolo di morte, e abbiamo la speranza che ci libererà ancora. Cooperate anche voi con la preghiera, affinché per il beneficio che noi otterremo per mezzo della preghiera di molte persone, siano rese grazie da molti per noi.
Fratelli, non vogliamo che ignoriate, riguardo all'afflizione che ci colse in Asia, che siamo stati molto provati, oltre le nostre forze, tanto da farci disperare perfino della vita. Anzi, avevamo già noi stessi pronunciato la nostra sentenza di morte, affinché non mettessimo la nostra fiducia in noi stessi, ma in Dio che risuscita i morti. Egli ci ha liberati e ci libererà da un così gran pericolo di morte, e abbiamo la speranza che ci libererà ancora. Cooperate anche voi con la preghiera, affinché per il beneficio che noi otterremo per mezzo della preghiera di molte persone, siano rese grazie da molti per noi.
Paolo
considerava gli eventi difficili nella sua vita come una gentile esortazione da
parte di Dio. Non ha mai dimenticato l’importanza di pregare. Il desiderio di
Paolo era di essere una testimonianza per Cristo e a quel fine chiese ai
credenti di pregare per lui.
Cari
amici, non affrontate le prove e le difficoltà da soli! Chiedete a qualcuno di
pregare per voi! Ricordate che l’enfasi maggiore nella preghiera non dovrebbe
essere di uscire dalla prova. Le nostre preghiere dovrebbero essere che Dio sia
glorificato dalla nostra reazione e atteggiamento, che la prova ci renda più
maturi e più simili a Cristo, e che possiamo essere degli strumenti migliori
per soddisfare le necessità di altri che attraversano delle prove come le
nostre in modo che crescano nella loro fede.
Lo
scrittore conclude questo salmo, affidandosi a Dio che si occupi di coloro che
hanno fatto del male a Israele. Non desidera vendetta, ma chiede a Dio di fare
ciò che è giusto.
Delle
volte le nostre prove sono causate dal comportamento di persone che vogliono
farci del male e che odiano Dio. Ricordiamoci che Dio permette loro di fare ciò
che fanno e che li userà nella nostra vita. E non dimenticare che Dio non
lascerà il peccato impunito. Egli giudicherà al momento giusto.
Qualunque
sia la tua situazione non dimenticare: DIO PREVARRÀ!

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