sabato 18 aprile 2015

Dov’è dio durante le prove?











DIO È IN CONTROLLO, EGLI PREVARRÀ

Salmo 129
“Molte volte mi hanno oppresso fin dalla mia gioventù
- lo dica pure Israele -
molte volte mi hanno oppresso fin dalla mia gioventù;
eppure non hanno potuto vincermi.
Degli aratori hanno arato sul mio dorso,
vi hanno tracciato i loro lunghi solchi.
Il SIGNORE è giusto;
egli ha spezzato le funi degli empi.
Siano confusi e voltino le spalle quanti odiano Sion!
Siano come l'erba dei tetti,
che secca prima di crescere!
Non se ne riempie la mano il mietitore,
né le braccia chi lega i covoni;
e i passanti non dicono:
«La benedizione del SIGNORE sia su di voi;
noi vi benediciamo nel nome del SIGNORE!»”
 
Non sappiamo chi abbia scritto questo salmo o quando, ma è probabile che sia stato scritto dopo la cattività d’Israele in Babilonia. L’autore riconosce che il Signore, nella sua giustizia, ha liberato i figli dal tempo di prigionia.

È meraviglioso che lo scrittore di questo salmo ispirerà i pellegrini in seguito a riconoscere che Dio non ha permesso ai nemici d’Israele di prevalere. Non minimizza la loro sofferenza, l’immagine dell’aratore che ha arato sul suo dorso descrive vividamente una grande sofferenza, ma non fino al punto della morte.

Possiamo imparare a reagire correttamene alle prove da questo salmo. La nostra reazione non dovrebbe essere quella di ribellarci o lamentarci, piuttosto di indirizzare quelli che ci sentono verso la giustizia di Dio. Gli Israeliti sapevano che era stato il loro peccato e la loro ribellione che li aveva condotti in cattività. Ma qui non vediamo alcun segno di ribellione, soltanto sottomissione totale a Dio.

La giustizia di Dio richiedeva che fossero puniti, ma era anche la sua giustizia che portò il Signore a mantenere fedelmente le sue promesse.

2 Corinzi 1:3-4
            Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione, affinché, mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione;

Paolo sapeva molto bene che Dio aveva degli scopi a lungo termine per le sue prove. Ogni prova, ogni sofferenza era l’attenta preparazione da parte di Dio per il ministero di Paolo. Egli era consapevole del conforto di Dio e sapeva che era stato preparato per confortare altri allo stesso modo.

Se sei come me, tendi a chiederti il perché stai attraversando un periodo difficile, visto che desideriamo dare una spiegazione alle nostre circostanze. Bene, ecco una risposta: esse ti preparano ad aiutare altri. Una cosa è chiara, che il centro dell’attenzione non siamo mai noi, ma deve essere prima di tutto Dio. Il modo in cui le attraversiamo determina il modo in cui Dio può usarci nelle vite di altri.

A volte la vita è proprio difficile. Paolo sapeva che nei momenti di assoluta difficoltà doveva affidarsi a Dio.

2 Corinzi 1:8-11
            Fratelli, non vogliamo che ignoriate, riguardo all'afflizione che ci colse in Asia, che siamo stati molto provati, oltre le nostre forze, tanto da farci disperare perfino della vita.  Anzi, avevamo già noi stessi pronunciato la nostra sentenza di morte, affinché non mettessimo la nostra fiducia in noi stessi, ma in Dio che risuscita i morti. Egli ci ha liberati e ci libererà da un così gran pericolo di morte, e abbiamo la speranza che ci libererà ancora. Cooperate anche voi con la preghiera, affinché per il beneficio che noi otterremo per mezzo della preghiera di molte persone, siano rese grazie da molti per noi.

Paolo considerava gli eventi difficili nella sua vita come una gentile esortazione da parte di Dio. Non ha mai dimenticato l’importanza di pregare. Il desiderio di Paolo era di essere una testimonianza per Cristo e a quel fine chiese ai credenti di pregare per lui.

Cari amici, non affrontate le prove e le difficoltà da soli! Chiedete a qualcuno di pregare per voi! Ricordate che l’enfasi maggiore nella preghiera non dovrebbe essere di uscire dalla prova. Le nostre preghiere dovrebbero essere che Dio sia glorificato dalla nostra reazione e atteggiamento, che la prova ci renda più maturi e più simili a Cristo, e che possiamo essere degli strumenti migliori per soddisfare le necessità di altri che attraversano delle prove come le nostre in modo che crescano nella loro fede.

Lo scrittore conclude questo salmo, affidandosi a Dio che si occupi di coloro che hanno fatto del male a Israele. Non desidera vendetta, ma chiede a Dio di fare ciò che è giusto.

Delle volte le nostre prove sono causate dal comportamento di persone che vogliono farci del male e che odiano Dio. Ricordiamoci che Dio permette loro di fare ciò che fanno e che li userà nella nostra vita. E non dimenticare che Dio non lascerà il peccato impunito. Egli giudicherà al momento giusto.


Qualunque sia la tua situazione non dimenticare: DIO PREVARRÀ!

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