mercoledì 16 aprile 2014

Abbiamo il dovere di raggiungere i perduti













LE NAZIONI SI PROSTRERANNO DAVANTI A DIO

Salmo 67:4-7
Le nazioni gioiscano ed esultino,
perché tu governi i popoli con giustizia,
sei la guida delle nazioni sulla terra. [Pausa]
Ti lodino i popoli, o Dio,
tutti quanti i popoli ti lodino!
La terra ha prodotto il suo frutto;
Dio, il nostro Dio, ci benedirà.
Dio ci benedirà,
e tutte le estremità della terra lo temeranno.

L’autore ci ricorda che Dio guida le nazioni con equità e giustizia. Ci si aspetta la cura di Dio e un risposta di lode spontanea.

Quando ci guardiamo intorno, è piuttosto evidente che il mondo è nel caos più totale, le nazioni soffrono la guida di governi totalitari e all’interno dei paesi stessi si uccidono a vicenda a causa dell’odio tra religioni o etnie. I paesi sono in guerra l’uno con l’altro, motivati da ostilità decennali. Calamità naturali portano distruzione e sofferenza.

Dov’è Dio in tutto questo? Egli sta, sia giudicando le persone che attirando i suoi a se. Egli è attivo e la sua gloria sarà manifestata. Un giorno, ogni ginocchio si piegherà e riconoscerà la sua maestà e signoria.

Romani 14:11-12
infatti sta scritto:
«Come è vero che vivo», dice il Signore,
«ogni ginocchio si piegherà davanti a me,
e ogni lingua darà gloria a Dio».
Quindi ciascuno di noi renderà conto di se stesso a Dio.

Filippesi 2:9-11
Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.

Come credenti, come dovremmo reagire a queste verità?

Prima di tutto, dovremmo avere una grande certezza che Dio è in totale controllo. Non siamo abbandonati nelle mani di governanti malvagi, ma siamo continuamente sotto lo scrutinio attento del nostro Dio che sta compiendo i suoi scopi perfetti, perciò non abbiamo motivo di preoccuparci.

In secondo luogo non perdiamo di vista la nostra responsabilità di raggiungere le nazioni con il Vangelo. Dio ha scelto di usare i suoi per raggiungere i perduti. Dobbiamo farlo ad ogni costo.

2 Timoteo 2:8-10
Ricòrdati di Gesù Cristo, risorto dai morti, della stirpe di Davide, secondo il mio vangelo, per il quale io soffro fino ad essere incatenato come un malfattore; ma la parola di Dio non è incatenata. Ecco perché sopporto ogni cosa per amor degli eletti, affinché anch'essi conseguano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna.

Durante il ministero di Paolo, alcuni avevano messo in discussione la sua vita e i suoi metodi a causa delle sofferenze patite. Egli ricorda ai lettori di tutta la potenza e veridicità del Vangelo. Gesù è risorto dalla morte, ha sconfitto il peccato e la morte. La sua parola non è limitata dal volere dell’uomo o dagli schemi del diavolo. La responsabilità di Paolo era di sopportare tutto per amore di quelli che avrebbero creduto alla buona novella. Paolo era certo che ci fossero degli eletti di Dio che avevano bisogno di essere salvate.

Anche Paolo ha vissuto durante periodi di grande ingiustizia, in cui le nazioni erano governate da altre nazioni, quando l’ingiustizia sociale era considerata normale, la sua attenzione non era mai concentrata sui governi, ma sempre sulla sola e vera speranza, il Vangelo che trasforma i cuori delle persone.

Cari amici, la nostra preoccupazione deve essere di spargere il Vangelo intorno al mondo. Proclamare Cristo e istruire i credenti delle chiese locali, facendo discepoli coloro che sono seguaci di Cristo.

Oggi lo sforzo di molti missionari da più importanza ai bisogni fisici che spirituali. Benché sia una cosa nobile aiutare le genti, ciò non deve rimpiazzare la nostra responsabilità primaria di confrontare lo stato spirituale degli uomini. Altri hanno evangelizzato, dando poca attenzione alla fondazione di chiese locali, che richiede: discepolare i convertiti e formare uomini per il ministerio.

Cari amici, questo salmo ci esorta a riconsiderare il nostro impegno nel raggiungere i perduti intorno a noi e nel mondo intero.

Romani 1:14-17
Io sono debitore verso i Greci come verso i barbari, verso i sapienti come verso gli ignoranti; così, per quanto dipende da me, sono pronto ad annunciare il vangelo anche a voi che siete a Roma. Infatti non mi vergogno del vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede; del Giudeo prima e poi del Greco; poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, com'è scritto: «Il giusto per fede vivrà».

Quattro cose devono essere chiare nella nostra mente. Come credenti siamo in obbligo, siamo responsabili di predicare il Vangelo. Secondariamente, dobbiamo reagire: dobbiamo essere pronti. In terzo luogo, non dobbiamo vergognarci.  Predichiamo un messaggio potente, che non dobbiamo cambiare in nessun modo, perché è la potenza di Dio. E infine, è il piano di Dio che il suo messaggio sia proclamato dai suoi figli: dobbiamo essere fedeli.

La nostra lode comincia con la nostra fedeltà a Lui. Abbiamo un tale privilegio di conoscerlo, sperimentare la sua cura, essere i beneficiari delle sue promesse. Dobbiamo splendere come luci, mentre viviamo in un mondo ignaro e non curante di chi sia Dio, ma con un bisogno disperato di Cristo.


Che Dio ci benedica e ci usi per raggiungere i perduti per Cristo! Quella è la sola speranza per un mondo nella disperazione.

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