domenica 13 aprile 2014

Fa risplendere il tuo volto su di me Dio!














QUANDO CHIEDIAMO A DIO DI BENEDIRCI, COSA GLI CHIEDIAMO?

Salmo 67:1-3

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
faccia egli risplendere il suo volto su di noi, [Pausa]
affinché la tua via sia conosciuta sulla terra
e la tua salvezza fra tutte le genti.
Ti lodino i popoli, o Dio,
tutti quanti i popoli ti lodino!

Il salmista fa una richiesta meravigliosa a Dio. Mentre leggiamo questo salmo, siamo tutti desiderosi di partecipare e gioiosamente dire “Amen”! E’ naturale che tutti desideriamo che Dio ci mostri la sua grazia e ci benedica. Abbiamo tutti modi diversi per definire quelle benedizioni, e probabilmente quelle che ci vengono in mente sono quelle più tangibili.

Pensa soltanto a cosa ci fa esclamare che Dio ci ha benedetti. Ricordati dell’ultima volta quando hai detto a qualcuno che Dio li ha davvero benedetti. Pensiamo a qualcosa che abbiamo ricevuto, una situazione che abbiamo evitata, la cura che qualcuno ha avuta per noi. È possibile che spesso, forse troppo, definiamo benedizione e grazia qualunque cosa renda la nostra vita più facile o più confortevole? Quando pensiamo al volto di Dio che risplende su di noi, ci riferiamo con facilità a situazioni in cui Dio ci mostra la sua cura e grazia dandoci qualcosa di più di quanto ci aspettiamo.

Ho sentito diverse riunioni in cui la guida ha concluso con questo passo come benedizione finale. Mentre i credenti ascoltavano, mi chiedo che tipo di speranze abbiano avute e le cose a cui hanno pensato quando hanno lasciato la chiesa.

Hai notato quale sia la ragione per cui l’autore chiede a Dio di mostrare il suo favore ai figli d’Israele? Il suo desiderio è che tutte le nazioni conoscano le vie di Dio, e che il suo potere salvifico sia conosciuto tra tutte i popoli.

Una delle prime domande da chiedersi è se quel concetto sia importante anche per noi. In qualche modo, se ci fermiamo a riflettere, tutti diremmo di si, ma la nostra vita, che tipo di desiderio e obiettivi mostra in realmente di avere?

Quanto spesso, lo stato eterno di quelli intorno a noi ci spinge a presentarci a Dio e chiedergli di fare quanto sia necessario attraverso le nostre vite, in modo che le persone conoscano le sue vie e la sua potenza? Questo tipo di pensiero potrebbe determinare un cambiamento drastico alla nostra definizione di “Dio rispende il suo volto su di noi e ci mostra grazia e benedizione”.

Il centro della benedizione desiderata non è più il nostro benessere o interesse personale, ma la potenza di Dio nel perdonare e sostenere tutti coloro che lo conoscono, nel mezzo di un mondo corrotto e pieno di peccato.

Quando consideriamo ciò che le parole dell’autore rivelano riguardo ai suoi pensieri sulla salvezza di tutte le nazioni, in che modo si confronta con il nostro atteggiamento rispetto alle missioni nel mondo? Siamo consapevoli del bisogno nel mondo? Siamo motivati a pregare per le innumerevoli persone che muoiono e che devono fare i conti con il loro giudizio eterno di Dio non avendo mai sentito nessuno spiegargli la buona novella della salvezza, cioè il Vangelo?

Abbiamo chiesto a Dio di aumentare il nostro peso per le anime perdute? Le nostre offerte e le nostre preghiere dimostrano un peso per le missioni nel mondo, o al contrario evidenziano la nostra mancanza di amore tangibile per le nazioni?

Lo scopo finale del salmista è che le nazioni lodino Dio. Ricorda le parole dell’apostolo Giovanni nel libro di Apocalisse:

Apocalisse 7:9-12
Dopo queste cose guardai e vidi una folla immensa che nessuno poteva contare, proveniente da tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue, che stava in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, vestiti di bianche vesti e con delle palme in mano. E gridavano a gran voce, dicendo: «La salvezza appartiene al nostro Dio che siede sul trono, e all'Agnello». E tutti gli angeli erano in piedi intorno al trono, agli anziani e alle quattro creature viventi; essi si prostrarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio, dicendo: «Amen! Al nostro Dio la lode, la gloria, la sapienza, il ringraziamento, l'onore, la potenza e la forza, nei secoli dei secoli! Amen».

Che scena incredibile! Moltitudini da ogni nazione, che parlavano diverse lingue, che vivevano in luoghi diversi, che affrontavano difficoltà e prove diverse, adesso sono unite davanti al trono di Dio. Con una grande consapevolezza della sua maestà e splendore, lo lodano, perché sanno che la loro salvezza è stata resa possibile dalla morte e resurrezione di Cristo.

Il nostro Dio continua a salvare oggi, e ci ricorda che dovremmo vivere alla sua gloria, e per attirare le persone a Lui. La sua opera ha uno scopo: prepararci per il giorno in cui saremo parte delle moltitudini in cielo, e usarci per portate i suoi a se stesso.

Come suo popolo, non dovremmo essere egoisti, ma concentrarci sui bisogni degli altri e essere desiderosi di portare altri a Cristo.

È possibile che Dio voglia usare le tue prove per renderti più preparato e provvedere opportunità per condividere il vangelo agli altri?

Quando chiedi a Dio di benedirti e che il suo volto risplenda su di te, sono sicuro che una  maggiore comprensione accompagnerà la tua preghiera.


Che Dio ci renda più consapevoli dei suoi scopi eterni; che la sua compassione per i perduti faccia incrementare la nostra compassione, che le nostre vite, persino oggi, dimostrino un desiderio di condividere la buona novella con il mondo attraverso ciò che diciamo, il modo in cui preghiamo e come incoraggiamo i missionari che conosciamo.

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